CAI sez. di Marostica e Sandrigo

 

Notiziario

 


N.3 (anno 33°)

20 aprile 2006

 

30 aprile 2006 PARCO DEL SOJO – MONTE CORNO

Il Sojo è uno sperone roccioso pieno di fascino e di mistero. L’immaginazione popolare lo vuole frequentato dalle streghe. La rete dei sentieri, che marcano ed esaltano le emergenze naturali (grotte, pozze d’acqua, alberi secolari) ed i manufatti dell’uomo (le masiere, le calcare, i fabbricati rurali, gli orti) ci permette di visitare questo luogo incantato. Siamo nella parte meridionale dell’Altopiano d’Asiago dove il Comune di Lusiana ha creato uno degli ecomusei sparsi nel suo territorio. Il parco del Sojo con la vicina Valle dei Mulini valorizza le contrade del Covolo, Valli di Sopra e Valli di Sotto.

Lasciate le macchine a Valli di Sopra, si prende il sentiero n. 874 che, dopo aver costeggiato il campo da calcio, in corrispondenza di una casetta gialla gira a destra per risalire il Sojo delle streghe, dove c’è anche una palestra di roccia. Al termine del sentiero del Sojo incontriamo una proposta innovativa creata con l’intento di valorizzare quest’area di interesse ambientale, storico ed artistico: l’inserimento di sculture d’arte contemporanea e la loro armonizzazione con l’ambiente naturale per determinare una nuova percezione dello spazio e un nuovo senso del trascorrere del tempo. Il parco è in costante crescita ed evoluzione; in un luogo dove per anni hanno regnato l’incuria e il degrado oggi la natura riacquista forza, bellezza e vigore. Le 56 sculture del parco intrecciano un dialogo con l’ambiente nel quale sono inserite armonicamente, dando vita a forme di sottile convivenza. La magia del sito si avverte lungo i percorsi pedonali creando emozioni sempre nuove nell’animo, stupito dinanzi a uno scenario che sorprendentemente muta ad ogni svolta del percorso. Le installazioni scultoree sono costruite con materiali diversi: pietra, legno, ferro, bronzo, gres; nate talvolta in officina altre sul posto, accogliendo e modellando la materia che la natura mette a disposizione.

Dopo la visita del parco, con passo allegro ci incammineremo verso la località Perpiana (m.820), lungo la strada forestale sul versante Sud del monte Tenna, che viene lasciato sulla sinistra. Superata la contrada, si attraversa su strada e si devia a sinistra su sentiero; poi ancora sulla strada che porta a contrada Marziele. Lungo un sentiero si risale una vallata perarrivare alla vecchia osteria “Ristoro” (m.1081 – ore 3/3.30). Dopo aver percorso cento metri su strada piegandoa destra, si devia a sinistra su sentiero che, superata malga Usecche Frison senza toccarla e tagliata nuovamente la strada, sale a località Mazzette e poi su, verso malga Corno. Lasciato sulla sinistra il grande monumento ai Caduti e piegando leggermente verso Ovest, si raggiunge la cima del Monte Corno (m.1383).

Dopo la sosta per il pranzo, scenderemo al Rifugio Monte Corno e, con un piccolo anello, percorrendo la parte terminale del sentiero n.699, torneremo verso l’osteria “Ristoro” per riprendere il sentiero che scende in contrà Marziele e raccordarsi così al percorso di salita. Nei pressi del parco scenderemo poi alla splendida contrada del Covolo, conosciuta soprattutto per la sua chiesa dove è custodita la statua della Madonna che una volta all’anno viene portata in processione, e per la campana risalente al 1280.

In breve, lungo la scorciatoia che un tempo serviva a collegare i due borghi, raggiungeremo Valli di Sopra e le auto per il ritorno.

programma

Ore7,45partenza con mezzi propri da Sandrigo e da Marostica, per Breganze

Incontro alla rotatoria di Breganze e proseguimento per Fara Vic, Mortisa, Valli di Sopra (m.441)

Ore8,15inizio itinerario a piedi lungo il segnavia n.874

Ore12,30/13,00arrivo alla cima del Monte Corno (m. 1383)

Ore16,30/17,00partenza da Valli di Sopra per il rientro.

Capigita: Marco Lanaro e Luigi Rabitto.

14 maggio 2006 MONTE AVENA (m. 1454)

Dalla piazza di Fonzaso, nei pressi della chiesa parrocchiale, ci si incammina a piedi lungo la via Sebben. Dopo circa 200 m. si gira a destra in via Calzen, fino ad un Crocifissso posto all’inizio di una serie di “capitelli” (Via crucis) che portano a S. Anna. Si segue quindi il terreno ghiaioso superando a sinistra un serbatoio dell’acquedotto; si sale con pendenza costante costeggiando muri a secco, alcuni assai poderosi e in buono stato di conservazione. Un primo bivio sulla destra porta alla chiesetta di S. Michele (località detta San Micel).

Sicuramente non si sarà mancato di notarla sopra il paese, racchiusa e circondata dalla pareti rocciose. La chiesetta è ideale punto di osservazione sulla vallata e i guardiani che vi abitarono furono sempre pronti a suonare le campane al primo segnale di un incendio.

Continuando a salire sulla destra si costeggiano pareti rocciose sulle quali sono visibili i chiodi di alcune vie d’arrampicata. Dal sentiero principale si dipartono tracce di percorsi che conducono verso appezzamenti di terreno adibiti a coltivazioni e al recupero della legna. Verso quota 550 m. circa si passa vicino ad un altro Crocefisso chiamato “Cristo Dei Rana”, o “della pausa”, in quanto è la prima di tre tappe – identificate con altrettanti Crocefissi – poste a circa 30 minuti di cammino l’una dall’altra. C’è chiracconta che il “Cristo Dei Rana” fu posto in quel punto, sopra alcuni ripidi e pericolosi tornanti, proprio per proteggere i montanari che trascinavano a valle pesanti carichi di legna.

Proseguendo in salita, si supera sulla sinistra una parete strapiombante, nota geologicamente come “formazione di Fonzaso”, con affioramenti di rosso ammonitico. Subito dopo la curva si possono vedere delle piccole pozze scavate nella roccia per raccogliere l’acqua di stillicidio dalle pareti sovrastanti: anche in questo modo un tempo veniva garantita la sopravvivenza dell’uomo in questi ambienti poveri di tutto, compresa l’acqua.

A quota m. 620 si entra in una fascia di bosco più evoluto dove compare, oltre al carpino bianco e alla roverella, anche il faggio. Poco sopra il sentiero, nei pressi di un grosso faggio, si notano due piccole costruzioni: le “Casere De Zondi”. Sono le uniche della zona rimaste in buono stato, di un considerevole patrimonio di edifici rurali andato ormai perduto. Un’apertura nel bosco consente una bella visione sulla vallata sottostante.

Raggiunta quota 730 m. ecco il terzo Crocifisso, chiamato “Signor de Ghet”, a 30 minuti dal precedente. Il sentiero si fa meno ripido e in breve raggiunge Cima Loreto (m. 903) dove svetta ardita una croce metallica chiamata “Croce dei Frati” (ore 1,30). Subito dopo Cima Loreto fare attenzione a non avviarsi per gli invitanti pascoli erbosi. Occorre mantenersi sul crinale entrando nel bosco di abete rosso e larici, a destra subito dopo la croce. Si segue sempre il crinale, che segna il limite amministrativo fra i comuni di Fonzaso e Sovramonte, fino ad un altro punto panoramico a quota m. 920. A quota 1070 m. si svolta a sinistra fra i noccioli; ci si sposta leggermente sul versante Nord e giunti a quota 1180 m. il sentiero costeggia un bosco di faggio che include anche abeti di cospicue dimensioni. Si raggiunge quindi un’apertura dalla quale si ha una bella veduta verso Nord sull’Altopiano di Lamon, sul Monte Coppolo e tutta la zona del Sovramontino. Il sentiero si fa più ripido e verso i 1340 m. di quota un’esile traccia sulla destra conduce in pochi minuti ad una sorgente che sgorga alla base di un affioramento roccioso. L’ambiente, man mano che si sale verso la Cima Avena, diventa sempre più aperto e panoramico. Costeggiando sulla destra si segue il costone prativo che porta alla Croce d’Avena (la quarta dell’itinerario) posta a quota m. 1439. Tenendosi poi sulla sinistra si incontra la strada carrozzabile che sale al Passo Croce d’Aune e conduce in pochi minuti alla malga Campon (m. 1454), ottimo punto d’osservazione (ore 3/3,30).

Il ritorno al punto di partenza si svolge lungo il confine orientale del comune di Fonzaso, sopra la frazione di Arten. La discesa inizia dalla malga Campon verso Sud attraverso i pascoli in direzione della pozza d’alpeggio. Superate alcune vallecole e continuando in leggera discesa si trova il sentiero sul margine del crinale al centro di un boschetto di abete rosso. Imboccata la mulattiera, che lascia a destra una caratteristica casera con il tetto di pietra, si notano nelle vicinanze alcune cavità, residui della seconda guerra mondiale. Poco prima di giungere ad un’abitazione, bisogna abbandonare la strada tagliando sul prato a margine e mantenendosi sulla destra dove c’è un comodo sentiero ghiaioso che va ad attraversare una pietraia assolata con vegetazione a carpino nero. Più sotto si incontrano lembi di bosco più evoluto e fresco con piante di castagno anche di grosse dimensioni. Si costeggiano muri a secco che testimoniano, anche in questa zona, un’intensa e ormai lontana presenza dell’uomo. Si prosegue alle pendici del Monte Aurin. Superando sulla destra un altroCrocefisso; la mulattiera costeggia alcune abitazioni sul margine di campi coltivati a vigneto (siamoormai a quota440 m.) e in breve si giunge all’abitato di Arten, senza entrarvi, ma girando a destra verso l’antica strada delle “traversere” che porta direttamente a Fonzaso. Nel primo tratto si costeggiano muri a secco; sulla sinistra campi coltivati e vigneti, camminando in direzione del traliccio dell’alta tensione e di un capitello datato 1907. Dopo un altro caratteristico capitello – molto interessante il masso di porfido posto alla sua base che porta inciso in verticale “1635 F.so 1735. Riposto”, cippo confinario tra Fonzaso e Arten - ci si immette sulla strada asfaltata che arriva a Fonzaso. (ore 3).

programma

Ore6,45partenza in pullman da Sandrigo

Ore7,00partenza da Marostica

Ore8,00partenza a piedi

Ore12,00sosta per pranzo al sacco a Monte Avena (m. 1439)

Ore13,30discesa a Fonzaso

Ore17,00rientro a Marostica e Sandrigo.

Capigita: Angelo Toniolo e Marco Lanaro

Ore di cammino: 6,30 circa

 

AVVISO DI CONVOCAZIONE DEI SOCI IN ASSEMBLEA GENERALE.

 

I soci della Sezione C.A.I. di Marostica sono convocati in Assemblea Generale GIOVEDI’ 11 maggio 2006, alle ore 20.30 in prima convocazione e alle ore 21.00 in seconda convocazione, presso la saletta della Sededella Sezione, Corso Mazzini, Marostica, per la trattazione del seguente

ORDINE DEL GIORNO

  • nomina del Presidente dell’Assemblea
  • relazione morale del Presidente della sezione
  • bilancio consuntivo 2005 e relazione dei Revisori dei conti)
  • varie ed eventuali.

Il Presidente

G.Antonio Polita.

21 aprile 2006

 

 

 

Autorizzazione del Tribunale di Bassano del Grappa del 10.07.1974 n. 3/74 del registro

Direttore responsabile: Sandro Vido – Direttore: Antonio Gusi –

Edito da C.A.I. Sez di Marostica Tel. e fax0424 470952 – E-mailcaimarostica@tiscali.it -

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