CAI sez. di Marostica e Sandrigo

 

Notiziario

 


N.5 (Anno 33°)

 06 giugno 2006

 

 

24-25 giugno 2006 VAL VENOSTA“VIA CLAUDIA AUGUSTA”

da Resia a Merano in bicicletta

La nostra gita in bicicletta parte da Resia (m.1507) e, costeggiando l’omonimo lago, passa per Curon dove il campanile della vecchia chiesa sporge per metà dalle acque del lago, simbolo del sacrificio imposto al paese dal progresso. Si prosegue per San Valentino Lago di Muta e per Burgusio dominata dall’imponente Monastero di Monte Maria, fondato nel 1149. Sempre su pista ciclabile arriveremo a Glorenza, cittadina medioevale con la sua cinta muraria perfettamente conservata ed i suoi pittoreschi portici. Lasciata Glorenza, costeggiando il fiume Adige passeremo per Prato allo Stelvio, Lasa e Covelano dove, lasciata la pista ciclabile, percorreremo con la massima attenzione circa 1 km di strada statale fino al paese di Corzes, frazione di Silandro – e qui pernotteremo (m.722).

La mattina dopo partiremo da Corzes, ripasseremo per Covelano, toccheremo Laces che si trova all’imbocco della bellissima Val Martello e, pedalando in mezzo a innumerevoli campi di meli (attenti ai getti d’acqua dell’irrigazione a pioggia), proseguiremo per Naturno, Lagundo e infine Merano (m.325) ultima città della bellissima Val Venosta che, a detta degli abitanti del luogo, è la meno piovosa di tutto l’Alto Adige: speriamo sia vero!

p r o g r a m m a

1° giorno:

ore5,45partenza in pullman da Sandrigo

ore6,00partenza da Marostica per Trento, Bolzano, Merano, Silandro,

Resia (m.1507)

ore10,00saliti in sella, passeremo Curon, San Valentino, Glorenza (m. 908) con

sosta per il pranzo al sacco – quindi Prato allo Stelvio, Lasa, Silandro eCorzes, dove ceneremo e pernotteremo.

2°giorno:

ore8,00sveglia, colazione e partenza in bici per Laces, Castelbello, Naturno,

Lagundo e Merano (m.325), dove troveremo presso la stazione il pullman e il camion per il ritorno. Durante il percorso varie soste, tra cui quella per il pranzo al sacco.

ore 21,00circa – rientro a Marostica e Sandrigo.

Capigita: EUGENIO NICOLLI (tel 042473485) e FRANCO DAMO

Il percorso in bici prevede un tratto di circa 10 km. con pendenza al 18%

Sono consigliati mountain bike e caschetto da ciclista.

1° giorno: 4 ore; 2° giorno: 4 ore.

Posti disponibili: 54 ( termine iscrizione 15 giugno – informarsi in sede)

 

9 luglio 2006 LAGO VOLAIA E RIFUGI CARNICI

Dal Rifugio Tolazzi (m.1350) si segue una strada forestale e, al primo bivio, si prende la strada di sinistra (segnavia CAI 144) che si innalza nel bosco con alcuni tornanti. Al termine dei tornanti si segue un ripido sentiero tracciato sulla destra di un vallone. Si arriva al Rif. Lambertenghi-Romanin (m. 1950) e al Passo di Volaia (m. 1977). Oltre il Passo si apre la splendida conca del Lago di Volaia (Volayer See) sulla cui sponda settentrionale sorge la Pichl Hütte (m.1955). il rifugio austriaco al lago.

Tornati al Rif. Lambertenghi-Romanin si scende fino al bivio dal quale ha inizio il sentiero Spinotti (segnavia CAI 145), che attraversa le ghiaie alla base delle placche meridionali della Cima Lastrons del Lago. Si raggiunge così l’inizio di un canalino roccioso (attrezzato con cavi e scala). Seguono cenge, gradoni e salti rocciosi, resi più facili dai cavi metallici che permettono di guadagnare quota con ampie svolte su lussureggianti prati alpini. Il sentiero prosegue in leggera salita, costeggiando un ampio canalone per uscire sul crinale panoramico del Coston di Stella (m.2200). In leggera discesa tra prati alpini e rocce affioranti, si attraversa un altopiano ondulato sino a entrare nel Vallone del Ploto, che incide il versante Sud del Monte Cogliàns. Si arriva quindi al Rif. Marinelli (m.2111) da cui si scende per il sentiero – segnavia CAI 143 – alla Casera Morarêt (m.1682) e si arriva al Rif. Tolazzi dal quale eravamo partiti.

La prima parte del percorso, fino al Lago di Volaia, era frequentata sin dal tardo Medioevo da coloro che si recavano oltralpe per imparare un mestiere o per esercitare il commercio. Molti erano venditori ambulanti: si trattava dei cosiddetti “cramars” (dal tedesco Kram = merce). Questi trasportavano in

Germania o in Austria ogni genere di articoli minuti, come stoffe, medicine e spezie, facendo uso di un mobiletto in legno a cassetti che veniva portato sulle spalle – la “crassigne”.

p r o g r a m m a

cre6,00partenza da Marostica per Sappada e Forni Avoltri

ore9,00inizio escursione dal Rif. Tolazzi (m.1350)

ore11,30arrivo al Rif. Lambertengi-Romanin (m.1950) e sosta al Lago

Volaia

ore14,30arrivo al Rif. Marinelli (m.2111)

ore17,00fine escursione

ore20,30arrivo previsto a Marostica (per Sandrigo partenza e arrivo con

¼ d’ora di differenza)

N.B. Se il numero di partecipanti lo consente, si prenota il pullman; altrimenti si raccoglie ugualmente la quota del trasporto e la si divide per coloro che si prestano con le loro auto:

Capigita: BRUNO PARAVANTI e M.ASSUNTA POLITA

Il percorso è di tipo escursionistico con circa 6 ore di cammino – abbigliamento normale da montagna.

23 luglio 2006 MONTE RUIOCH (m. 2415)Gruppo Lagorai

E’ una delle cime più alte di questo sottogruppo ed anche la più frequentata. Ha inoltre varie denominazioni: Pala di Spruggia, Pala di Spinèlo o Pala dell’Inferno e forma una lunga dorsale fra la Val dei Mòcheni e l’Altopiano di Pinè.

 

Si può raggiungere dalla Val dei Mòcheni – Passo Val Mattìo, oppure, come faremo noi, da Val Calamento, Malga Valtrighetta, Malga Cagnon di Sotto e di Sopra, Passo Cagnon di Sopra, Passo Val Mattìo, Cima Rujoch. Una volta raggiunta la cima – tempo permettendo – si gode di uno splendido panorama a 360°

p r o g r a m m a

ore6,30 partenza con mezzi propri da Sandrigo

ore6,45 partenza da Marostica

ore8,15 arrivo in Val Calamento, Malga Valtrighetta – m.1445

ore8,30 partenza a piedi per Val Bolenga, Malga Cagnon di Sotto e di

Sopra

ore12,00 per Passo Cagnon, Passo Mattìo, arrivo a Monte Rujoch –

m. 2415

ore13,00 discesa per lo stesso sentiero (o altro itinerario da decidere in

zona)

ore16,30 arrivo ai mezzi di trasporto a Malga Valtrighetta

ore18,00 arrivo a Marostica e a Sandrigo

Capigita: PIETRO CONTRO – EUGENIO NICOLLI

Ore di cammino: 6,60

Dislivello complessivo: m.1100

Percorso escursionistico.

29-30 luglio 2006 CATINACCIO – ANTERMOIA – SASSOLUNGO

 

Fra il Passo di Costalunga a Sud e il Passo di Sella a Nord, a Nord-Ovest della splendida Val di Fassa sono situati i gruppi dolomitici del Catinaccio e del Sassolungo, divisi dolcemente dalla Val di Duròn caratterizzata dalla Cresta di Siùsi fra la Sella di Cresta Nera ed il Giogo di Fassa.

Il Gruppo del Catinaccio/Rosengartner – ovvero “giardino delle rose” – ben noto per la meravigliosa coloritura delle sue pareti e delle sue fantastiche torri al sorgere e al tramontare del sole, è uno dei più pittoreschi e movimentati delle Dolomiti. Deve il suo nome alla cima principale, quella che i fassani chiamano “Ciandinàc”.

Antermoia, nella tradizione ladina, è il nome della bellissima ninfa che abitava nelle acque del lago omonimo. Innumerevoli sono le leggende ladine ambientate sulle rive e nelle acque di questo laghetto alpino, dove si davano convegno le streghe della Val di Fassa.

Il Gruppo del Sassolungo è uno dei più strani ma interessanti delle Dolomiti. Le sue caratteristiche fondamentali sono l’esiguità della superficie coperta dal complesso roccioso e le dimensioni colossali delle singole parti.

Sabato 29 luglio

ore5,30partenza da Sandrigo con mezzi propri

ore5,45partenza da Marostica

itinerario:

= prendiamo la direzione Trento lungo la Valsugana e quindi, per il tunnel che porta a Fonzaso; al bivio teniamo la SP.50 che va a S. Martino di Castrozza, Predazzo, Moena fino a Vigo di Fassa (m. 1393). Posteggiamo nel parcheggio della seggiovia Ciampedie e portiamo una/due auto 5/6 km più avanti, a Campitello, dove saranno utili il giorno dopo per il rientro.

= Con la cabinovia raggiungiamo il Rif. Ciampedie (m.1997), da dove con pochi passi in discesa si arriva al Rif. Nigritella; sulla destra il sentiero n.540 ci porta per un bel bosco di cembri sul versante esterno della Valle del Vajolet, fino alle case di Gardeccia (m.1950). Da qui, per la carrabile 546, si sale prima a tornanti nel bosco e poi a serpentina fra blocchi di pietre sul versante sinistro della valle fino al bivio con il sentiero n.541. Proseguiamo sul sentiero n.546 che sale a tornanti fino al Rif. Vajolet e Preuss (m.2244). Sosta per il pranzo al sacco.

= Risaliamo il sentiero n.584 che ci porta al Rif. Passo Principe a m. 2600, addossato a una parete a pochi metri dal passo stesso. Si prende a destra, con un rapido zig-zag fino al passo d’Antermoia (m. 2770), e si scende dall’altra parte fino all’omonimo lago e al Rif. Antermoia (m. 2497) dove pernotteremo.

Domenica 30 luglio

Ore7.00sveglia, colazione e partenza

Itinerario:

= si parte per il sentiero n. 580 attraverso il Passo Dona (m. 2516) e il Passo delle Ciaregole (m. 2262); quindi a sinistra per il segnavia n. 555 in discesa alla malga Docoldaura (m. 2046). Con il sentiero n. 532 saliamo fino al passo Duron (m.2168) e percorriamo la Cresta di Siùsi da cui potremo catturare panorami dall’Alpe di Siùsi fino alle Odle. Raggiunto il Rif. Sasso Piatto (m. 2300) è facoltativa – ma da non perdere – la salita alla cima del Sasso Piatto.

Sosta pranzo.

= Proseguiamo per il comodo e panoramico sentiero n. 594, detto “Federico Augusto”, che costeggia la base delle pareti attraverso una zona di roccette fino al rif. Sandro Pertini (m. 2300). Tra grandi massi e stupendi colpi d’occhio sulla Torre Innerkofler e sul Dente, quindi attraverso ripidi prati, si raggiunge il Rif. Friedrich August (m. 2298). Subito dopo la Forcella Rodella (m.2318) troviamo il sentiero n. 529 che ci porta a Campitello e alle auto.

Cosa portare: il pranzo al sacco del sabato e della domenica; almeno un paio di litri d’acqua per il primo giorno – poi si acquisterà nei rifugi; integratori da aggiungere all’acqua perché … si suda tanto! (qualche dolcetto è sempre ben accetto).

Abbigliamento: “a strati” da montagna (giacca a vento, pile, ricambio, ecc.); sacco-lenzuolo per il rifugio.

Iscrizioni: vista la poca capienza del rifugio, le iscrizioni si chiudono sabato 22 luglio.

Capigita: MAINO GIUSEPPE – BETTANIN RENATO (tel. 3471408969)

 

 

 

Autorizzazione del Tribunale di Bassano del Grappa del 10.07.1974 n. 3/74 del registro

Direttore responsabile: Sandro Vido – Direttore: Antonio Gusi –

Edito da C.A.I. Sez di Marostica Tel. e fax0424 470952 – E-mailcaimarostica@tiscali.it

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