CAI sez. di Marostica e Sandrigo

 

Notiziario

 


N.6 (Anno 33°)

28 luglio 2006

 27 agosto 2006 GIRO DEL PELMO

 

Sul paesaggio della Val di Zoldo domina il maestoso gruppo dolomitico del Pelmo, nome storico dell’alpinismo a partire dalla metà dell’Ottocento. In questo contesto inseriamo il nostro “giro”, con un dislivello di m. 800 e un tempo di percorrenza di circa 6 ore. L’architettura compatta di questo gruppo, composto dal Monte Pelmo, m.3160 – chiamato dai cadorini “’l caregòn del Padreterno” – e dal Pelmetto, m.2990 – ad esso affiancato, ci consente di contornare la base con un itinerario bellissimo e vario, non particolarmente faticoso, che porta ad ammirare tutti e quattro i versanti del monte.

Il giro parte dal Rifugio Passo Staulanza (m.1766), in senso orario cosi’ da percorrere in discesa la notevole pendenza dalla forcella Val d’Arcia al Rifugio Venezia, un tratto molto divertente per chi ama scendere lungo i ghiaioni. Si sale quindi verso Sud fino al sentiero 480 che taglia diagonalmente l’enorme fiumana detritica al piede della parete Nord del Pelmo. Percorriamo un tratto del Sentiero Gino Fabiani, diretto al Rifugio “Città di Fiume”, ma lo abbandoniamo a tempo debito per scendere brevemente nel vallone e risalire verso la forcella – non senza osservare sulla sinistra la particolare conformazione “a faglie ripiegate” delle Cime di Val d’Arcia. La forcella omonima si trova a quota 2476 m. ed è il punto più alto della nostra escursione. Si scende poi dall’opposto versante per un ripido ghiaione rossastro sotto le rocce colorate delle Cime di Forca Rossa. La discesa è facilitata da un sentiero parzialmente attrezzato con due tratti di corda fissa, per superare le difficoltà alla base del Torrione inferiore di Forca Rossa.. Si procede verso il Rifugio Venezia, dove la vista si apre su Cadore e Ampezzo e sui colossi dell’Antelao e Sorapiss. In breve alla Sella di Rutòrt e al Triòl dei Cavai; prendiamo quindi a destra verso la zona di pascolo detta “Rutorto” e, sul versante orientale del monte possiamo ammirare la caratteristica architettura rocciosa della torre “la Dambra”, così chiamata perchè assomiglia ad uno zoccolo di legno di quelli usati dai valligiani per il lavoro agricolo. Aggirato il crestone sud-orientale del Pelmo, tocchiamo la base dello spigolo occidentale del Pelmetto: da qui parte un sentierino segnalato che porta a un grosso masso di frana con le impronte dei dinosauri.Si prosegue fino all’ampia zona di pascolo de “Le Mandre”, di panoramica e solare bellezza, sempreseguendo ilversante meridionale del monte, con lunghi sali-scendi, in un percorso che alterna zone paludose a mughi e prati asciutti (Campi So’ Pelf), per sfociare poco sopra il valico stradale di Forcella Staulanza. Siamo così tornati al punto di partenza.

p r o g r a m m a

Ore 6,15 partenza in pullman da Sandrigo

Ore 6,30 partenza da Marostica per Belluno, Longarone (breve sosta),Forno di Zoldo, fino al valico di Forcella Staulanza (m. 1766)

Ore 9,30 inizio itinerario a piedi – segnavia 480 e 472

Ore 16,30 al pullman per il ritorno.

Capogita: MARCO LANARO

Percorso di media difficoltà con qualche tratto attrezzato

Ore di cammino: 6

Dislivello: m. 800

 

10 settembre 2006 CIMON DELLA PALA (m.3184) Pale di San Martino

 

Il Cimon della Pala, il cosiddetto “Cervino delle Dolomiti”, è la più celebre fra le vette delle Pale di San Martino.

Il nostri itinerario prevede di salire con l’impianto a fune della Rosetta fino alla stazione intermedia: Colverde – m. 1965). Da questo punto si formano due comitive.

La Comitiva A salirà lungo la ferrata “Bolver-Lugli” (classificata “molto difficile” – ore 3) fino al bivacco delle Fiamme Gialle (m. 3005). La salita lungo i cavi d’acciaio – piuttosto verticale – segue la via “Higusi” alla Spalla del Cimon, una via di II° e III° grado che venne aperta in libera da tre fratelli nel 1921 e che si sviluppa su 500 metri di dislivello.

La Comitiva B proseguirà dal Colverde con il secondo tratto di impianto; dalla cabina a monte della funivia (m.2581), superato il Passo Bettega (m.2667) rimonterà la Val dei Cantoni sino al Passo del Travignolo (m. 2925) – sentiero 716, ore 2,15 dalla funivia.

Dal Passo del Travignolo le due comitive riunite proseguiranno fino a raggiungere insieme la cima.

La discesa avverrà lungo la stessa via di salita della Comitiva B, per ritornare a San Martino con i due impianti a fune.

p r o g r a m m a

Ore 5,45 partenza da Sandrigo

Ore 6,00 partenza da Marostica (Via Dalle Laste)

Ore 8,00circa a San Martino di Castrozza

Comitiva A:

salita in seggiovia al Colverde

ore8,30a piedi verso l’attacco della via ferrata “Bolver-Lugli”

ore12,00circa, arrivo al Passo del Travignolo

Comitiva B:

salita in seggiovia e funivia al Rosetta

ore9,00a piedi per il Passo Bettega e la Val dei Cantoni

ore12,00arrivo al Passo del Travignolo

Comitive riunite:

ore13,00in vetta

ore13,30ritorno

ore16,00discesa a San Martino con gli impianti a fune

ore19,30arrivo a Marostica e quindi a Sandrigo.

Capigita: CARLA MICCOLI – MICHELE TORRESAN Comitiva A

M.ASSUNTA ZANUSO – GIGI BUREI Comitiva B

Dislivelli: Comitiva A – 1400 circa in salita e 750 in discesa

Comitiva B – 750 in salita e discesa

Ore di cammino: 7 per Comitiva A; 5,30 per Comitiva B

Attrezzatura: piccozza o bastoncino, casco e set completo da ferrata per Comitiva A;

piccozza o bastoncino per Comitiva B.

abbigliamento da alta montagna.

N.B.

La normativa vigente prevede che per le vie ferrate si usino i set da ferrata a norme CE-EN. I partecipanti che ne fossero sprovvisti potranno noleggiarli presso la Sede.

L’uso di materiale non omologato esclude in ogni caso qualsiasi responsabilità del capogita e della sezione.

 

23-24 settembre 2006 PREALPI BIELLESI OASI ZEGNA

escursione con gli amici del CAI di Trivero

 

Per questa escursione si è scelto il periodo autunnale perchè la zona offre il meglio proprio in questa stagione: i colori delle foglie, l’erba ormai secca, il verde delle conifere, gli ultimi tepori ...Una “due giorni” alla scoperta dell’Oasi Zegna e delle bellezze della montagna biellese percorrendo la strada che si affaccia come una lunga balconata verso la Pianura Padana. L’ideatore Zegna trasformò la montagna triverese in armonioso giardino, promuovendo la piantumazione di migliaia di abeti, ortensie e rododendri, lungo i 26 km della “panoramica Zegna” fra Trivero e Rosazza entrando nel selvaggio territorio dell’Alta Valsessera.

L’Oasi Zegna ha moltissimo da offrire in ogni stagione dell’anno. Il panorama autunnale, data la particolare esposizione e l’elevata umidità del territorio, è dominato dalla presenza rigogliosa dei bosci di castagni, faggi e betulle, che si colorano di tutte le sfumature del giallo e del rosso creando un paesaggio mutevole e suggestivo.

La prima giornata inizierà con l’arrivo a Trivero alle 11/11,30, dove saremo accolti da alcuni amici della locale sezione del CAI. Con loro effettueremo una breve escursione percorrendo uno dei sentieri dell’Oasi. Partendo da m.780, poco sopra il paese, ci inoltreremo nella foresta parlante, tra faggi e castagni; la lettura dell’ambiente viene fatta attraverso una segnaletica denominata “dove gli alberi si raccontano”. Raggiungeremo un primo pianoro in località Stavello e saliremo il sentiero che porta all’oratorio di S. Bernardo (m.1408), costruito a partire dal XVI secolo per celebrare la vittoria sui seguaci di Fra Dolcino. Qui ci sarà ad aspettarci un rinfresco offerto dagli amici di Trivero (ore 14.30/15.00). E, ristorandoci, avremo modo di ammirare lo stupendo panorama che spazia dalla Pianura Padana al Monte Rosa, Alpi Marittime e Retiche, prima di avviarci per una larga mulattiera che in breve ci porterà sulla strada carrozzabile, nei pressi di una chiesetta alpina, dove ci sarà ad attenderci il pullman (m.1275). Pernotteremo all’hotel Bucaneve di Belmonte.

Ceneremo con il Presidente e il Direttivo del CAI Trivero con scambio di omaggi e degustazione dell’ottimo vino piemontese.

Il mattino seguente, sveglia alle 7,00, colazione e partenza per Bocchetta Sessera (m.1382) dove ci incontreremo con i soci del CAI di Trivero che ci guideranno nell’escursione. L’itinerario prevede un giro ad anello; inizia con il sentiero F11 dell’Oasi Zegna, facile anche se ripido, che porta fin sotto l’Alpedi Monticchio. Con vari saliscendi toccheremo in successione Pera Furà (pietra forata – m.1638),Cima del Bonom (m.1878), Bassa del Campo (m.1871); qui il nostro percorso, lasciato il sentiero, perderà quota fino ad incontrare il segnavia F3 che immette in una strada forestale. Incontreremo una serie di malghe e delle baite ristrutturate che, da lontano, possono rievocare il villaggio fumettistico di Asterix. Ci immergeremo poi in una faggeta e, attraverso una strada forestale detta “Strada dell’Artignaga” con andamento quasi pianeggiante, torneremo al punto di partenza di Bocchetta Sessera.

p r o g r a m m a

sabato 23 settembre

Ore6,00partenza in pullman da Marostica e poi Sandrigo

Ore11/11,30arrivo a Trivero

Ore12,00circa, partenza per l’escursione (ore 2,30)

Sistemazione nell’hotel Bucaneve a Belmonte – cena con

i Soci del CAI di Trivero.

domenica 24 settembre

Ore7,00sveglia e colazione

Ore8,00partenza per l’escursione ad anello nell’Oasi Zegna

Ore16,00circa, si riprende il pullman per il ritorno

Ore21/21,30arrivo a Marostica.

Capigita: GEMMA BUSATTA – G.ANTONIO POLITA

Itinerario escursionistico – facile, con 750 m. di dislivello

Ore di cammino: 2,30 – primo giorno; 6/7,00 – secondo giorno

Equipaggiamento da media montagna.

 

 

Autorizzazione del Tribunale di Bassano del Grappa del 10.07.1974 n. 3/74 del registro

Direttore responsabile: Sandro Vido – Direttore: Antonio Gusi –

Edito da C.A.I. Sez di MarosticaTel. e fax0424 470952 – E-mailcaimarostica@tiscali.it -

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