CAI sez. di Marostica e Sandrigo

 

Notiziario

 


N.8 (Anno 33°)

15 dicembre 2006

 

SCUOLA SCI-ALPINISMO Marostica e Thiene

30° corso di Avviamento allo Sci-AlpinismoSA1

Obiettivo del Corso: fornire all’allievo gli insegnamenti per muoversi su terreno facile.

Contenuti: tecniche di salita e discesa; nozioni base su neve e valanghe; lettura bollettino nivo-meteorologico; elementi di topografia e Orientamento; nozioni di primo soccorso anche mediante A.R.V.A. e sondaggio.

Lezioni teoriche: si terranno presso la “Scuola Media N. Dalle Laste” – Via Dalle Laste in Marostica, o presso la sede C.A.I. di Tiene- Via San Gaetano, 1, con inizio alle ore 20.45, a partire dal 12.01.2007: 8 lezioni fino al 22.03.2007.

Lezioni in Ambiente: Lagorai, M. Bondone, Dolomiti di Brenta, Val Racines, Pale San Martino, Gruppo Sennes, a partire dal 21.01.2007, 7 uscite fino al 25 marzo 2007.

32° Corso Avanzato di Sci-AlpinismoSA2

Obiettivi del Corso: fornire all’allievo gli insegnamenti per organizzare e condurre autonomamente una gita di media difficoltà; partecipare a gite su ghiacciaio guidati da sci-alpinisti esperti.

Contenuti: approfondimento dei temi indicati per il Corso SA1 con aggiunta di nozioni più specifiche come:valutazione della stabilità del manto nevoso; organizzazione di una ricerca con A.R.V.A. e autosoccorso; procedimento in cordata su ghiacciaio e terreno difficile; tecniche di progressione e assicurazione su roccia, ghiaccio e tecniche di bivacco.

Lezioni teoriche: sedi e orario come indicato per Corso SA1; 9 lezioni dal 12.01.2007 al 12.04.2007.

Lezioni in Ambiente: località indicate per Corso SA1 con aggiunta delle Cime Nere – complessivamente 8 uscite dal 21.01.2007 al 15.04.2007.

 

Invito alla sicurezza

A quanti frequentano la montagna invernale al di fuori delle piste battute (snowboarders, escursionisti con racchette e ciaspe) e vogliono conoscere i pericoli connessi a tali pratiche nonché i metodi per affrontarli in sicurezza viene offerta la possibilità di partecipare alle lezioni teoriche del Corso SA1

(al costo di € 10,00 per tutte le lezioni).

Ogni altra informazione riguardante la Scuola di Sci-Alpinismo si può trovare nell’apposito pieghevole a disposizione dei Soci presso le Sedi C.A.I. di Marostica e Tiene.

 

 

 

 

GRUPPO CIASPE 2007

Anche quest’anno con l’avvicinarsi del periodo invernale, il Gruppo “Ciaspe” ha elaborato il calendario per le uscite del 2007. Sono cinque con le seguenti date:

7 e 21 gennaio

4 febbraio

10-11 febbraio, con pernottamento e percorso in notturna

25 febbraio.

Ritrovo e partenza ore 7.30 da Via Natale Dalle Laste, con mezzi propri.

Per i soci che vogliono provare per la prima volta questa disciplina, in sede sono disponibili due paia di ciaspe che verranno affittate su prenotazione.

Si ricorda inoltre la possibilità di frequentare le lezioni teoriche del corso Sci-Alpinismo SA1, come sopra indicato sotto il titolo “Invito alla sicurezza”.

Un libro: Alta via dell’Alpi Vicentine STORIE DI CONFINE

Presentiamo ufficialmente ai soci l’ultima fatica letteraria dell’alpinista e nostro Socio Tarcisio Bellò, dato alle stampe quest’anno ed acquistabile anche presso la nostra sede, ad un prezzo speciale per i Soci.

Si tratta di un volume di 270 pagine, con 400 fotografie a colori e d’epoca, con annesso fascicolo contenente una guida pratica agli itinerari descritti.

Il sottotitolo recita: “Da Recoaro al Grappa – documenti, natura, vicende millenarie, cippi, conflitti internazionali, arte, mappe e toponimi”.

Riportiamo dalla “premessa” dell’Autore:

“Da tempo cullavo l’idea di unire in un grande percorso il confine nord-occidentale vicentino … Scelsi di viaggiare da solo. In tre giorni e mezzo ho coperto il centinaio di chilometri che collegano Recoaro al Monte Grappa, attraverso Piccole Dolomiti, Sengio Alto, Pasubio, Laste e gli Altipiani di Lavarone e di Asiago. Mentre risalivo l’ultima china in vista dell’Ossario del Grappa ogni remora era svanita … avevo realizzato un piccolo progetto …”

Il resto … alla lettura del libro!

Asta Siempre Comandante

E siamo nuovamente in marcia verso altrettante nuove mete, tra cui spicca, in questo caso, un loco assai vicino, ma per niente, da noi, frequentato: il Palon della Cavallara. Dov’è? Direte voi. Non lo so! Dico io, perché non ci sono andato. Ma i miei compagni sì. Trovasi esso ubicato nei pressi di Passo Broccon e offre una piacevole sciata, soprattutto ad inizio stagione, quando i muscoli sono ancora intorpiditi ( si fa per dire ) dalle mollezze estive. Il sole ha allietato la prima parte di salita, su neve non eccezionale, ma nel complesso discreta. Più su un po’ di nebbia, che subito svanita, lascia spazio al cielo terso e caldo, per l’ultima parte. Discesa su ottima neve fino alla spalla, dove si scende con più difficoltà tra crosta e rovinazzi: nel complesso una piacevole uscita. Bisogna pur farsi le ossa! E, a proposito di ossa, le usiamo per il brodo e quindi la carne e le verdure e la pasta e i pasticcini e il dolce ed il vino e cogliamo la seconda uscita con pranzo d’apertura stagionale compreso nel prezzo. Il tutto, per quanto riguarda la neve, al Lisser in Altopiano nei pressi di Fosa, e a Serafini, in Valsugana, per il prosieguo. Uscita piacevolissima su buona neve, con giornata amena e soleggiata, che ci ha visti in vetta sufficientemente mattinieri da poterci dilettare in una bella discesa ed in una più succulenta mangiata alla “Stube”. E per rimanere in tema culinario,la cima “Bocche” è il logico divenire. Anche in questo caso il sole la fa da padrone su un itinerario dagli affascinanti panorami sulla catena settentrionale delle Pale, forse una delle più estetiche. Anche qui troviamo neve buona da permettere una bella scivolata fino a valle. Sempre alla ricerca di nuovi itinerari, ci spingiamo in quel di Col Indes in Alpago, per affrontare la divertente Cima delle Vacche, non prima di aver sbagliato itinerario ed essere costretti ad un indesiderato ripiegamento sui nostri passi per recuperare il giusto crinale di salita: troppo presi dalla foga della meta e dalla facilità del percorso ( evidentemente non quello corretto ). Con qualche sbuffata e sudata in più, guadagnamo la cima con bella visuale, fin che dura, su Cimon di Pallantina, Cavallo, Guslon e prima che giunga la nebbia e con essa il maltempo, giù a capofitto su quasi un metro di polvere, che sembra di nuotare con gli sci, un’incredibile “goduria”. Tutti a saltare, girare, schivare, serpeggiare e tuffare in questo meraviglioso mare. Soddisfattissimi, ai mezzi per la doverosa tappa dopo gita, di certo non da meno. Arriviamo alla prima due giorni, che ci vede impegnati in bassa Val Resia. Con gli impianti di S. Valentino alla Muta, risaliamo i contrafforti settentrionali del gruppo del Sesvenna, per regalarci una bella traversata fino all’omonimo Rifugio. Un susseguirsi di salite e discese con eccezionale innevamento e giornata molto soleggiata, ci fanno raggiungere, in serata, il suddetto. Accoglienza sempre delle migliori, che ci allieta il ricovero e ci prepara al giorno seguente. Accompagnati da uno splendido sole ci ritroviamo, quasi al completo a calpestare la cima di questo bel Tremila delle Breonie di Ponente. Siamo sul Confine di tre Stati: Svizzera, Austria ed Italia; provate ad immaginare il panorama! Come la salita, ancor più divertente la discesa, su ottima neve fino a Slingia, dove recuperiamo i mezzi, qui portati dal nostro seguito di belle ragazze a noi affezionate. Quest’anno ci siamo lanciati sulle traversate: tocca ora a quella delle Pale, una delle più famose e frequentate nell’ambito dolomitico. Partiamo in una bella giornata di sole, iniziando il nostro percorso dalla stazione a monte della funivia del Rosetta, scendendo verso il Rifugio omonimo e poi via verso l’Altopiano, ad avvicinare la Fradusta e quindi al Passo Canali. Cambia il tempo: nebbia e fiocchi di neve creano qualche difficoltà. Meglio scendere alla svelta. E così facendo, riusciamo a raggiungere quasi il fondovalle su buona neve. Ci togliamo gli sci nei pressi del Rifugio Treviso per superare la serie di tornantini poco innevati, poi subito li rimettiamo e scivoliamo fino al Chant del Gal, dove giungiamo sotto una leggera pioggia, che più tardi si intensifica, inzuppando discretamente gli ultimi arrivati. Meta obbligatoria il locale omonimo. Ancora un’altra traversata, e ancora un’altra due giorni, meta Solda, sotto l’Ortles, ma per salire di fronte, verso la Val di Zai e la Cima Vertana. Dopo una piacevole serata passata presso l’albergo che ci ospita, di buon mattino siamo alla stazione a valle della seggiovia Paradiso. Peccato che sia chiusa, chè ci tocca di risalire la pista per abbandonarla presso un tornante ed immetterci in bassa Val di Zai, risalirla ad uno zoccolo roccioso, superarlo e trovarci al cospetto del Rifugio Serristori: chiuso pure lui. Dopo una breve pausa, recuperiamo la rampa che porta al Passo dell’Angelo, avendo alla nostra destra la sempre imponente Nord della Vertana, invanamente tentata alcuni anni fa con amici, ma questa è un’altra storia. Alcuni di noi si fermano ad una quota più bassa e rientrano poi sullo stesso itinerario di salita; i più caparbi giungono al Passo, anzi, alla spalla, chè il passo è difficilmente raggiungibile e dopo aver studiato il declivio successivo, si buttano impavidi lungo il ripido versante di discesa che con brevi e rapide svolte deposita sul piatto Ghiacciaio di Lasa. Rimesse le pelli si prosegue al Passo di Rosim e da qui, con ottima discesa su neve farinosa superiamoil tratto di ghiacciaio. Poi la neve si appesantisce e cerchiamo quindi un passaggioverso lepiste del Paradiso. Le raggiungiamo e terminiamo la discesa da “signori” su pista battuta e deserta causa chiusura impianti. A questo punto non ci resta che chiudere in bellezza la stagione. Chi può si prende tre giorni, gli altri due, e partiamo per la Vallée, a Cervinia, dove giungiamo in una tiepida giornata primaverile, che ci fa godere appieno di tutte le cime circostanti, dominate in modo esagerato dal Cervino, indiscusso signore della valle. Con gli impianti ci trasportiamo al Teodulo, dove facciamo tappa per i giorni seguenti. E visto che è presto, ne approfittiamo per alcune discese di acclimatamento lungo le piste del Plateu Rosa. Il giorno successivo, di buon mattino, con un bel frescuccio, risaliamo le piste che portano alla Gobba di Rollin ed al Piccolo Cervino, e prima che gli impianti comincino a sfornare sciatori ed affini, ci inoltriamo sulla piana sottostante i Breithorn. Puntiamo al Centrale, quello più lontano, che tanto poi si torna al Rifugio. Con bei dietrofront, qualche passo con sci in spalla, poi nuovamente a i piedi raggiungiamo la vetta che è ancora presto. Meglio così, scendiamo con buona neve fino alla Gobba e poi giù per le piste a raggiungere il Teodulo e recuperare gli amici appena giunti da casa. Anche loro hanno approfittato dell’arrivo precoce per alcune discese di acclimatamento. Passiamo assieme una bella serata. Il giorno dopo, sempre di buon mattino e sempre più freddino, oserei dire freddo e ventoso per giunta, riavviciniamo la Gobba ed il Piccolo. Stavolta puntiamo all’Occidentale dei Breithorn, più vicino e meno impegnativo, che dobbiamo anche rientrare stasera. La salita si fa comunque interessante e permette di calcare la cima sci ai piedi, che non è poco per un quattromila. Piuttosto infreddoliti, per non dire ghiacciati, che il vento non cessa e tanto meno il freddo pungente, nonostante un sole splendente, iniziamo la discesa, che si presenta nel complesso discreta fino alla Gobba. Come il giorno precedente ci buttiamo in pista e via al Teodulo. Recuperiamo le poche cose lasciate in custodia per non appesantirci di carichi inutili, salutiamo i gestori e sempre per pista scendiamo lungamente a raggiungere Cervinia. Dopo una ripulita, una bevuta in onore della bella uscita, ed un frugale ( non proprio ma si fa per dire ) spuntino, tutti a casa.

Es arribada la hora

E siamo ai giorni nostri, si avvicina l’inverno e per noi il periodo del maggior fulgore. Ecco che ci si ritrova a stilare un piccolo calendario di date e luoghi da visitare, sempre tempo e neve permettendo, si che nulla è collegato. Come ormai è diventata tradizione, buttiamo là le date e ancor più in là i luoghi. Speriamo che strada facendo si incontrino. Ecco le date:

/14 e 21 Gennaio – 4 e 18 Febbraio – 4 e17/18 Marzo – 1 e 15 Aprile – 29/30 Aprile 1 Maggio.

Ed ecco i luoghi:

M. Cornon in Alpago, M.Ciste, Becco dei Slavasi, Cime di Bragarolo in Lagorai, Cima Folga o d’Arzon nel gruppo di Cima d’Asta, il Pecol nei Monzoni, la Spina del Lupo nelle Breonie, il Pizzo Gallino in Brenta, Punta Sciabola in Sarrentino l’Orecchio di Lepre in Val d’Ultimo, traversata del Mulaz nelle Pale, Ruderofspitze e Scrankogel a Stubay, M. Corno in Val Aurina.

Come potete vedere vario ed assortito il panorama di percorsi proposti. Noi comunque ci incontriamo come sempre al martedì sera presso la sede della Sezione CAI di Marostica dalle 21.00 alle 22.00 circa, per discutere, concordare, valutare, soppesare, proporre ecc.ecc. su quanto si andrà ad effettuare la domenica successiva. Venite a vedere, c’è posto per tutti, le belle ed anche i brutti.

Buon inverno a tutti. MICHELE TORRESAN

 

Buon Natale e Buon 2007

a tutti i Soci e famigliari

 

 


Autorizzazione del Tribunale di Bassano del Grappa del 10.07.1974 n. 3/74 del registro

Direttore responsabile: Sandro Vido – Direttore: Antonio Gusi – Edito da C.A.I. Sez di Marostica

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