CAI sez. di Marostica e Sandrigo

 

Notiziario

 


N.4 (Anno34°)

18 maggio 2007

 

 17giugno 2007 I SETTSASS (Val Parola)

p r o g r a m m a

ore06.15 Partenza in pullman da Marostica, via N. Dalle Laste

ore09,00 Arrivo al passo Valparola e inizio escursione

ore12,30 Arrivo alla cima con sosta (pranzo al sacco )

ore13,30 Partenza per il sentiero di ritorno

ore17.00 Rientro all’autobus con partenza per Marostica

ore20.00 Rientro a Marostica e successivamente a Sandrigo

Capogita: MARCO LANARO

Dislivello: 1030 m. (per via dei saliscendi) Lunghezza: Km. 13,5 Tempo: h 3,35 andata; h 2,25 ritorno; totale h 6 più soste.Tabacco 1:25000 n° 3

In Alta Badia, una gita al gruppo dolomitico dei Settsass (m. 2571) è l'occasione per inventariare le principali cime dolomitiche che, da questo straordinario balcone panoramico, avvolgono l'orizzonte a 360°. La cima principale del piccolo gruppo, ai confini tra Veneto e Alto Adige, si raggiunge facilmente per la via normale con una bella escursione partendo dal Passo di Valparola. Con il nome di Settsass si comprende una lunga catena, che si estende fra il Pralongià e il Passo Valparola; da Sud si distinguono varie punte - almeno sette - mentre da nord appare come un'unica elevazione rocciosa adagiata sui pascoli. Le punte sono a picco verso sud e più adagiate a nord, da dove saliremo il sentiero che ci porterà in vetta. Al centro si trova la maggiore elevazione, costituita da due punte affiancate delle quali la più alta è l’orientale (2575 m) ma la più accessibile e frequentata è l'occidentale (2571 m).

Dal laghetto accanto al rifugio Marmolada, passando dietro il Rifugio Valparola, in breve raggiungiamo un bivio: proseguiamo per il sentiero 23, a sinistra, in leggera discesa, in una zona popolata da una colonia di marmotte. Superiamo un tratto un po’ fangoso e poi entriamo nella mugheta; scendiamo un gradone roccioso per un canalino, dove scorre un piccolo ruscello, attrezzato con corde e pioli di ferro, ma privo di qualsiasi difficoltà, calando di circa 160 metri. La salita inizia per un ghiaione sotto le pareti del Monte Castello e sopra il bosco di conifere della Vizza, dove si aprono alcune ampie radure di pascolo. Distinguiamo la parete del Civetta con il caratteristico nevaietto pensile. Da sotto le Pale di Gerda, già vediamo la sella erbosa vicino al Piccolo Settsass. Verso i 2160 metri incontriamo un bivio (h 1), con delle indicazioni sulla roccia: a destra si prosegue per Pralongià, in salita tra verdi pendii erbosi costellati da stelle alpine, sempre vicino alle pareti. Attraversata una pietraia con ometti, raggiungiamo una selletta per un tratto erboso (h 1,30). La sella si trova tra il Piccolo Settsass o Sasso Richtofen a sinistra, e la Cima del Settsass a destra. Il panorama si allarga sul Gruppo del Sella. Scendiamo lungo un solco; spostandoci un po’ sulla destra vediamo più vicina la Marmolada, poi il Passo Pordoi e il Gruppo del Sella con la Cima del Piz Boè. Pochi passi e c’immettiamo sul sentiero 23. Dopo un tratto tra il verde, il sentiero corre sotto le pareti, passa in mezzo a due caratteristici roccioni e subito dopo vicino ad uno spuntone. Appaiono anche le Pale di San Martino mentre noi, con un po’ di saliscendi, attraversiamo una zona di rocce e sassi, da percorrere con attenzione, alternata a tratti di prato. A sinistra estesi pascoli scendono dolcemente verso il basso, mentre il Padon e la Marmolada con il suo bianco ghiacciaio accompagnano il nostro cammino.Contornando la parete del Settsass, camminando più comodamente in mezzo ai prati, arriviamo ad una baracca diroccata e ad un bivio (h 2,15); abbandoniamo il sentiero 23, e prendiamo a destra una comoda traccia che taglia il pendio fino ad un altro bivio dove ha inizio la salita alla vetta. La scorciatoia s’innesta al sentiero n° 24; saliamo il pendio erboso, eroso dalle acque e deviamo per la Cima del Settsass. Il sentiero sale ripido per un tratto sassoso e raggiungiamo una crestina erbosa da dove procediamo con un lungo traverso, una lastronata inclinata e quindi lungo il pendio roccioso, su un terreno sicuro ma a tratti sdrucciolevole. Ancora una rampa ed usciamo sulla cima, scorgendo all’ultimo momento la grande croce che la caratterizza (h 3,35). Panorami d’incredibile vastità. Sulla verticale sotto di noi, vediamo la sella del Piccolo Settsass dove siamo passati e le cime già viste in salita: le Conturines, il Gruppo di Fanes, il Lagazuoi, le Tofane, il Sorapiss, l’Antelao, il Pelmo, la Civetta, l’Agner, le Pale di San Martino, la Marmolada, il Padon, il Pordoi, il Sella, il Gardena, Puez, le Odle e, lontane, le Alpi austriache. Sosta per il pranzo al sacco. Firmato il libro di vettatorniamo fino allla crestina erbosa; qui abbandoniamo il percorso dell’andata e prendiamo a destra un sentierino (h 0,35), che scende velocemente per il pendio erboso, innestandosi nel sentiero n° 24. Scendiamo ancora un po’ verso il Vallone Pudres, dove pascolano diverse mucche, ed entrando nel bosco di conifere raggiungiamo il punto più basso a circa 2125 m. e poi continuiamo per un lungo falsopiano. Attraversato un piccolo ruscello, ricominciamo a salire. Superiamo alcuni tratti con roccette, e raggiungiamo quota 2280 m. (h 1,45), prima di cominciare a scendere, passando sotto il Piz Campai, per raggiungere il bivio con il sentiero 23. Da qui, in breve risalita, ritorniamo al Rifugio Valparola (h 2,25).

 

24 giugno 2007 passeggiata sul Monte Baldo

(gruppo naturalistico “cainatura”)

Ore7.00 partenza in autobus da Marostica (via Natale dalle Laste-scuole)

Ore7.15 fermata a Sandrigo (stazione corriere)

Ore 10.30 arrivo a Ferrara Monte Baldo e inizio del sentiero naturalistico Novezza-cima Paloni-costa Matta-Novezzina (flora – malghe - trincee)

Ore 15.30 eventuale visita all’Orto Botanico del Baldo

Ore 16.30 si riprende l’autobus per Spiazzi (Santuario Madonna della Corona)

Ore 21.00 arrivo a Marostica (un quarto d’ora prima a Sandrigo)

Dislivello: 200/250 m Ore di cammino: 4÷5

Abbigliamento “a cipolla”, cappello, occhiali da sole, crema, scarponcini, kway e/o ombrellino tascabile, pranzo al sacco e tanta acqua, consigliabile la macchina fotografica.

Conosciuto in passato come «Hortus Europae», il Monte Baldo è considerato come un massiccio di rifugio per la flora e la fauna, poiché nel periodo delle glaciazioni, parte del monte emergeva come un’isola sui ghiacciai circostanti, conservando così alcune specie di animali e di piante che altrove scomparvero. Nell’Orto Botanico sono raccolte le specie autoctone del Monte Baldo escludendo ogni importazione da altre zone geografiche: questo in rispetto alla grande ricchezza floristica.

Navi sul Monte Baldo? Sembra pura fan­tascienza od uno scherzo, eppure su questo monte esiste una struttura tipica paragonata spesso ad una nave: è la malga. Utilizzata per l’alpeggio in estate, la malga è una struttura che si erge isolata in un mare di verde. La sua caratte­ristica forma, in lontananza, la fa as­somigliare ad una chiatta per il traspor­to di merci, con il suo tipico camino posto ad un capo dell’edificio e la for­ma arrotondata della muratura al capo opposto e per il suo solitario emergere dal terreno.

Durante la 1^ guerra mondiale la zona era terra di confine con l’Impero Austro-Ungarico: le trincee esistenti a Novezza testimoniano il conflitto.

Il Santuario della Madonna della Corona: si tratta di una ardita costruzione cinquecentesca che sorge sul Monte Baldo. Viene detto “della Corona” a motivo della corona di monti che lo circondano. Viene naturale chiedersi: come mai un santuario lassù ? E’ cosa risaputa che nel Medioevo la natura selvaggia attirò animi desiderosi e bramosi di solitudine, e che gli eremitaggi sorsero nei luoghi più impervi.

Uscita aperta a tutti (iscritti e non). Iscrizioni presso la sede Cai

NB. Giovedì 21 giugno saranno proiettate in sede Cai alle ore 21.00 delle diapositive inerenti l’uscita di domenica 24 giugno.

 

30 giugno – 1° luglio 2007 VAL PUSTERIA in bicicletta

p r o g r a m m a

30 giugno – sabato:

ore5,45 partenza in pullman da Sandrigo

ore6,00 partenza da Marostica per Dobbiaco (m.1241)

ore11,00 partenza da Dobbiaco in bicicletta – per Brunico (m.835), Campo Tures (m.871) e S. Giovanni In Valle Aurina (m.1018).

Qui ceneremo e pernotteremo.

1° luglio – domenica:

ore 7,00 sveglia, colazione e partenza in bici per Brunico. Chienes (m.784) e Rio Pusteria (m.763) dove, dopo 2 km. circa, troveremo il pullman ed il camion per le bici.

ore21,00 rientro previsto a Marostica e a Sandrigo.

Capigita: EUGENIO NICOLLI – FRANCO DAMO

Percorso: 1° giorno – km. 54 con dislivello di m. 367 in discesa e m. 144 in salita; 2° giorno – km 55 con dislivello di m. 258 in discesa.

Tutto il tragitto si svolge su pista ciclabile asfaltata, meno un tratto di circa 6 km. Si richiede un discreto allenamento. Attrezzature: mountain bike e caschetto da ciclista.

Posti disponibili: n.52 – chiusura iscrizioni: 15 giugno.

Altre informazioni presso la sede.

I pranzi al sacco e le soste saranno concordati durante il percorso.

 

Con la gita in bicicletta di quest’anno andremo a completare il percorso della Val Pusteria, iniziato nel 2005 con Cima Banche – Lienz.

Partiremo da Dobbiaco e, passando per Villa Bassa, Monguelgo, Valdaora, arriveremo a Brunico dove prenderemo la pista ciclabile della Val di Tures per arrivare a Campo Tures e S. Giovanni In Valle Aurina.

Il secondo giorno faremo il percorso all’incontrario fino a Brunico e, passando per Chienes, Vandoies, arriveremo a Rio Pusteria, meta finale della nostra “fatica”.

 

15 luglio 2007 GRUPPO RAVA CRESTA DEL FRATE (Lagorai)

p r o g r a m m a

ore 6,45 partenza da Sandrigo con mezzi propri

ore 7,00 partenza da Marostica per la Valsugana

ore 8,15 arrivo a Malga Sorgazza in Val Malene (m.1450)

ore 8,30 inizio percorso verso il lago di Costa Brunella – sent. N.328

ore11,30 arrivo a Forcella Quarazza – Cresta del Frate (m.2436)

ore13,00 ritorno per lo stesso sentiero

ore16,00 raggiungiamo i mezzi a Malga Sorgazza

ore18,00 arrivo previsto a Marostica e Sandrigo

Capigita: PIETRO CONTRO – EUGENIO NICOLLI

Ore di cammino: 6 – Nessuna difficoltà alpinistica – Abbigliamento da media montagna – Dislivello m. 1000.

 

Partendo dalla Val Malene – Malga Sorgazza si sale per il sentiero n. 328 in direzione del lago di Costa Brunella. Si prosegue per Forcella Quarazza per arrivare al Cimon rava – Cresta del Frate. La cresta, con la sua Cima del Frate – m.2351; segnata da resti di camminamenti e fortificazioni di guerra, è percorribile da Nord a Sud su sentieri del C.A.I. o tracce di percorsi della guerra 1915/18.

Il ritorno avviene per lo stesso sentiero di salita.

 

www.caimarostica.it

Il sito è pronto.

Guardatelo e mandate le vostre osservazioni, i vostri suggerimenti e le vostre critiche all’indirizzo caimarostica@tiscali.it

Un grazie a Ramon Lanaro (figlio del più noto Marco) e a Daniele Bonato (realizzatore anche del sito www.scuola-scialpcai.it).

 

 

Autorizzazione del Tribunale di Bassano del Grappa del 10.07.1974 n. 3/74 del registro

Direttore responsabile: Sandro Vido – Direttore: Antonio Gusi – Edito da C.A.I. Sez di Marostica

Tel. e fax 0424/470952 – E-mail caimarostica@tiscali.it – sito www.caimarostica.it

 

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