CAI sez. di Marostica e Sandrigo
 

 

Notiziario

 


N.6 (Anno34°)

6 agosto 2007

8 - 9 settembre 2007 CRODA ROSSA DI SESTO

Percorso, spesso ingombro di neve che ostacola non poco il prosieguo, ma siamo fortunati e, incuneandoci tra roccia e neve, riusciamo a superare il tratto e ad avvicinare la nostra prossima meta: il Passo della Sentinella. Qui termina la StradaGià da un po’ di tempo sto osservando, da dietro la finestra del rifugio, il bel profilo dello Spigolo Nord della Lista, che da qualche tempo mi solletica l’interesse alpinistico alla sua salita. Ne seguo i contorni e ricerco i punti deboli nell’intento, spero non troppo lontano, di porci sopra le mani e valutarne “de visu” le caratteristiche. Poi con gli occhi scorro più in alto e mi soffermo a rimirare la cresta ben più possente e riccamente turrita della Cima Undici: incredibile il susseguirsi di torri, pinnacoli, spadoni, lame affusolate, merletti e toh! guarda, guarda, ci sta pure il bivacco! Ma sì, è quello famoso ai Mascabroni di Cima Undici, considerato il bivacco più bello delle Dolomiti per il luogo dove è sito, non certo per la classica costruzione a semibotte. Scendendo con lo sguardo ti vedo, circa a metà altezza, una linea che taglia quasi in orizzontale la predetta cima: chiedo un po’ attorno e mi dicono che è la Strada degli Alpini, costruita durante l’evento bellico della Prima Guerra Mondiale, quindi successivamente sistemata e valorizzata, a scopo escursionistico, con l’impiego di ancoraggi artificiali sì da renderla sicura ed agevole al transito “pedonale”. Quasi-quasi abbandono le velleità alpinistiche e mi getto alla scoperta di questo che sembrerebbe un percorso emozionane: mi ricorda molto le Bocchette di Brenta. Sì, sì, domani lo andiamo a visitare. (Non sono da solo in questa escursione per cui passo dal ragionar singolare all’andar plurale.) Ipso facto, l’indomani, fatta colazione di buon mattino, usciamo nella frizzante atmosfera mattutina e di buon passo risaliamo veloci le ghiaie che avvicinano Forcella Giralba e, assecondandone il nome, giriamo a mancina ed entriamo nel vivo della Strada degli Alpini. Ci abbassiamo leggermene verso l’imbocco della Val Popera, l’attraversiamo e proseguiamo su cengia aerea e ben attrezzata con corda metallica. Entriamo quindi in un buio antro dove permane fino a tarda stagione un cono valanghivo di grosse dimensioni tale da causare, a volte, difficoltà di progressione per la corda innevata e obbligo di scalinatura del ghiaccio. Tenacemente lo superiamo e, parafrasando il Divin Poeta… e quindi uscimmo a riveder il sole! Il belvedere che raggiungiamo è meraviglioso: tra crode rocciose e valli verdeggianti ilnostro sguardo viene rapito e il divenir si fa più erto.

Con una serie di tornantini raggiungiamo in breve Forcella Undici, da dove, volendo, si può scendere a valle, ma noi si prosegue svoltando decisamente verso Est ad immetterci sul lato Nord della cima. E’ questo il tratto più severo deldegli Alpini; siamo sotto agli spigoli meridionali della Croda Rossa di Sesto, il tempo a disposizione è ancora lungo e perciò tentiamo di allungarci fino alla prossima cima.

Scendiamo brevemente sul lato meridionale della croda per avvicinare di lì a poco, verso sinistra, l’attacco della ferrata che, con percorso suggestivo, porta alla croce di vetta. Percorso verticale entusiasmante su spigoli, diedri, lame, colatoi, camini, paretine fino ad una cengia orizzontale dove sorge una vecchia postazione militare italiana. Al di là del muretto di contenimento della suddetta, il sentiero prosegue in orizzontale per alcuni metri, per poi risalire gli ultimi risalti rocciosi fino alla vetta panoramicissima. E’ d’obbligo riposar le stanche membra e rimirar l’intorno sì ricco di suggestione. Ma purtroppo rientrar bisogna e quindi accostiamo la lunga e a volte difficoltosa, per brevi tratti attrezzati, discesa. Il tutto non è mai stressante, lasciandoci il tempo di rimirare i continui cambiamenti di prospettiva che ci regala il sentiero. Quasi a malincuore giungiamo a valle sapendo di dover abbandonare questi luoghi così intensi per storia e natura. Abbiamo però il piacere di averli visitati e di sapere che “al bisogno” qui li ritroviamo ancora.

(Michele Torresan)

p r o g r a m m a

sabato

ore 12,00 partenza da Marostica per Belluno, S.Stefano, Passo M. Croce Comelico, Moso, Val Fiscalina.

ore 16,00 a piedi verso il Rif. Zigsmondi-Comici

ore 18,30 al rifugio, sistemazione, cena e pernottamento.

domenica

ore 6,00 sveglia e colazione

ore 7,00 lungo la Strada degli Alpini

ore 10,00 Passo della Sentinella

ore 12,00 cima Croda Rossa di Sesto

ore 13,00 in discesa verso i Prati di Croda Rossa

ore 15,30 al parcheggio di Val Fiscalina

ore 19,30 rientro previsto a Marostica.

Capigita:MICHELE TORRESAN – TIZIANO DAL BELLO

L’itinerario è piuttosto lungo e richiede quindi un buon allenamento, oltre a un abbigliamento da alta montagna e l’attrezzatura completa da ferrata.

 

GIROTONDO ATTORNO AI PIANI

Sono ritornato al “Comici”; nuovamente mi son soffermato a guardar la Lista, e ancora una volta cambio itinerario. Si vede che son volubile. Risalgo le ghiaie oltre il rifugio e per sentiero mi porto di gran carriera al Passo Fiscalino. Sono davanti alla cresta omonima e dirimpetto mi trovo la mastodontica mole della Croda dei Toni, che non sono alcuni dei numerosi Antonio che popolano la terra, bensì “i tuoni”: provate a trovarvi nei paraggi durante un temporale e ne capirete subito il perché. Mi assale la sete; ho vicino il Rifugio Pian di Tenda, logico approfittarne.

Ristorato, scendo verso i Laghi di Cengia e poi a lungo costeggio le Crode dei Piani, da cui il girotondo. Passo a sud della Croda Passaporto (e non chiedetemi il perché del nome, chè non lo so) e mi trovo in un attimo a Forcella Lavaredo, dove mi incanto ad osservare l’infilato delle Nord delle Tre Cime: bellissimo e nello stesso tempo impressionante. Con tutta la calma di cui abbisogna il luogo, mi accingo a seguire il lungo fianco del Paterno, sempre soggiogato dalla presenza delle Tre sunnominate, e rimango a lungo nei pressi del Locatelli. A stento riprendo il dileggio del camminare, tanto sono attratto da questi luoghi affascinanti, ma il tempo vien meno e si avvicina l’ora del partir.

Quindi avvicinando i Laghi dei Piani, mi avventuro giù per la segnalatissima Val Sassovecchio, sempre in continua ammirazione delle cime circostanti, una fra tutte: cima Una, scusate il gioco di parole. Dopo un lungo caracollare, giungo finalmente al Rifugio di Fondovalle, salutato dai legnosi e simpatici gestori (non me ne abbiano a male quelli umani) che mi spronano a terminare il percorso, con l’ultimo tratto pianeggiante, al Piano Fiscalino. Peccato abbandonare questi luoghi, ma orsù, in auto che si rientra.

(Michele Torresan)

p r o g r a m m a

sabato vedi il precedente

domenica

ore7,00 sveglia e colazione

ore 8,00 partenza per Rif. Pian di Cengia

ore 11,00 Forcella Lavaredo

ore 12,00 Rif. Locatelli, sosta per il pranzo

ore 13,00 lungo la Val Sassovecchio

ore 15,30 Pian Fiscalino – agli automezzi

ore 19,30 rientro previsto a Marostica

Capigita: M. ASSUNTA ZANUSO – DOMENICO PERON

Itinerario facile ma abbastanza lungo, che richiede un buon allenamento. Abbigliamento da media montagna e nessuna attrezzatura particolare: comodi i bastoncini telescopici.

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16 settembre 2007 a Lavarone fotografando funghi

Il gruppo Cainatura propone un’uscita nei dintorni di Lavarone aperta a tutti (iscritti e non).

Ci sono “piante” che non si presentano in modo maestoso ed imponente come i faggi, gli abeti o i larici, ma che vivono timidamente nel sottobosco o nelle radure: sono i funghi con i loro molteplicii colori e le loro delicate forme.

I funghi sono i migliori amici delle piante: più se ne vedono in un bosco, più le piante crescono sane e rigogliose; per questo essi hanno un’importanza fondamentale nell’ecosistema e vanno rispettati. Alcuni si nutrono di sostanze in decomposizione (saprofitismo); altri vivono a stretto contatto con le piante (simbiosi): il fungo presta il suo apparato filamentoso alla pianta consentendole di assorbire una maggiore quantità di acqua e questa gli cede sostanze nutritive in sovrappiù; altri infine sono presenti sui ceppi o sulle piante, si nutrono a spese di quelle deboli o malate portandole alla morte (parassitismo) e permettendo così a quelle vicine di avere più spazio e di crescere rigogliose senza entrare in eccessiva competizione tra loro. Avremo modo di incontrare un vecchio abete bianco (254 anni), l’”Avez del Prinzipe”, monumento nazionale. Non mancheranno splendidi panorami sui laghi di Levico e Caldonazzo. Da ultimo un percorso fatato sulle rive del lago di Lavarone.

programma:

ore 7.00 partenza con mezzi propri da Marostica (via N.dalle Laste – scuola media)

ore 9.00 inizio escursione nei boschi di Lavarone

ore 12.00 pranzo al sacco

ore 16.00 al lago di Lavarone

ore 17.30 partenza per il rientro

ore 19.30 arrivo previsto a Marostica (via N.dalle Laste)

Abbigliamento:

da mezza montagna – scarponcini – kw – berretto – occhiali da sole – pranzo al sacco – macchina fotografica

 

nb:il giovedì precedente, 13 settembre, in sede Cai alle ore 21.00 ci sarà una presentazione dell’uscita sopraindicata.

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22 – 23 settembre 2007 MAROSTICA e ORTIGARA con il C.A.I. di Trivero

Accoglieremo gli amici e ospiti del C.A.I. di Trivero ed offriremo loro, oltre alla bellezza della città e delle circostanti colline, una escursione storico-naturalistica sull’Altopiano d’Asiago con salita a cima Ortigara.

Saliremo all’Ortigara, montagna sacra per la memoria di quasi trentamila soldati italiani che vi morirono in un’aspra battaglia all’inizio dell’estate del1917 – prima guerra mondiale – dall’Altopiano d’Asiago e precisamente da Gallio. Una strada in ripida salita porta agli impianti sciistici di Melette e Campomulo; andando oltre si arriva alla spianata di Campomuletto, con fantastica vista panoramica verso le Dolomiti. La strada si fa ora stretta, sterrata e tortuosa, per molti chilometri nel bosco. L’ulimo tratto è ancora asfaltato e raggiunge il grande parcheggio di Piazzale Lozze. Tra i molti itinerari che partono da questo punto, sceglieremo l’anello tra la Caldiera e l’Ortigara, sui sentieri CAI 841 e 840. Dal parcheggio, la stradina in lunga e moderata salita porta alla Cima della Campanella; traversando verso Nord si è ormai in vista della piramidale Cima della Caldiera (m. 2124), dove abbondano le tracce degli scavi e delle mine. Appena sotto la cima, si può visitare la galleria scavata dal 19° Minatori sopra la quale una postazione osservatorio si apre a strapiombo sulla Valsugana. Raggiunta Cima Caldiera, scendendo sempre per resti di trincee, con una deviazione si raggiunge Monte Campanaro, con postazioni militari in caverna raggiungibili percorrendo la lunga trincea scavata dai soldati italiani. Si ritorna indietro fino a trovare tracce di sentiero che scendono versoil Vallone dell’Agnellezza; quindi a destra si arriva al Passo dell’Agnella. Raggiunto l’avamposto dell’Agnella, a strapiombo sulla Valsugana, si attacca la ripidissima, ma breve e attrezzata con corrimani, cresta che porta all’anticima Nord dell’Ortigara. Si sale verso la cima toccando prima la “campanella dell’Ortigara” (che nelle giornate ventose diffonde il suo suono tra le cime dll’Altopiano); quindi il Monte Ortigara a quota m. 2106. Sulla cresta sommitale troviamo prima un monumento austriaco e poi la colonna mozza con l’iscrizione “1915-1917 /l’Associazione Nazionale Alpini / …per non dimenticare”. Dal cippo austriaco la grande spianata di vetta appare quale lunare sassaia; quindi la vetta (m.2110) con la colonna mozza.

Scenderemo lungo i devastati trinceroni fino al baito prativo dell’Ortigara; seguendo il sentierino “tricolore” ci avvieremo verso Cima Lozze (m.1920). Breve sosta presso il Rif. Cecchin e la chiesetta votiva con un sacello che raccoglie le ossa dei caduti – che ancora si trovano lungo il percorso. Per facile stradina, arriveremo al parcheggio.

p r o g r a m m a

sabato

ore 11,00 accoglienza degli amici del CAI Trivero con visita della città

ore 12,30 in autobus a Valle S. Floriano per il pranzo

ore 15,00 escursione a piedi sulle colline di Marostica e visita al Castello Superiore

ore 20,00 cena al ristorante “La Torre” di Fontanelle di Conco, dopo la sistemazione degli ospiti nelle camere dell’albergo annesso

domenica

ore 7,00 sveglia e colazione degli ospiti – noi li raggiungeremo a Fontanelle per proseguire verso Piazzale Lozze

ore 9,30 partenza a piedi, accompagnati da una guida altopianese – sosta per pranzo al sacco presso l’Ortigara

ore 16,00 bicchierata di saluto e partenza per Asiago

Capigita: GEMMA BUSATTA con Direttivo CAI Marostica

Si raccomanda la presenza di numerosi soci, sia alla cena di benvenuto del sabato, sia all’escursione di domenica, per rendere onore agli amici di Trivero che ci hanno offerto una superba accoglienza per la nostra gita nel biellese del settembre 2006.

 

 

 

 

 

Autorizzazione del Tribunale di Bassano del Grappa del 10.07.1974 n. 3/74 del registro

Direttore responsabile: Sandro Vido – Direttore: Antonio Gusi – Edito da C.A.I. Sez di Marostica

Tel. e fax 0424/470952 – E-mail caimarostica@tiscali.it – sito www.caimarostica.it

 

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