CAI sez. di Marostica e Sandrigo
 

 

N.8 (Anno34°)

22 novembre 2007

 

 ANNO MAGRO, MA….PERO’….

Siamo a metà di Gennaio e qui la neve non si è fatta ancora vedere.

C’è stata sì qualche sporadica imbiancata in giro, che ha dato l’opportunità

a qualche assetato di togliersi il bruciore, ma troppo irrisoria e di non facile reperimento.

- E pensare che domani abbiamo la prima uscita. Ma allora, come possiamo fare nevvero?

- Moh si rimane all’asziutto, brisa!! –

- E se uscita deve essere, che uscita sia! –

Come detto all’asciutto, ma sul duro, però, sennò che (sci)alpinisti siamo.

Valle del Sarca, Pietramurata, Ferrata “ che Guevara “, sì proprio quella dell’Ernesto. Milleduecento metri di ottimo calcare grigio lavorato dall’acqua, tipico della vallata. La nebbia ed un po’ di nuvolaglia ci accompagnano lungo la salita, fino in vetta al Casale, dove porta il percorso attrezzato e dove troviamo il Rifugio Don Zio, chiuso. Che si apre è invece il cielo, che ci permette di gustare un bel panorama sulle vicine cime del Brenta, anche loro poco innevate. Attraverso un ripido ed attrezzato bosco, che se scivoli ti ritrovi in Sarca, raggiungiamo Pietramurata e, visto che ci siamo, facciamo visita al Gino Pedrotti, azienda agrituristica con cantina vinicola mui hermosa.

Finalmente qualcosa si muove nelle alte sfere, sì da provocare alcune abbondanti nevicate. Ne approfittiamo subito per guadagnare il Lago di Calaita, che stanno facendo una gara di fondo, ma non è quello che a noi interessa. Voltiamo le spalle al Lago ed alla gara ed inseguiti dagli altoparlanti degli speakers, ci inoltriamo nel bosco, lungo la forestale per Malga Grugola, ottimo posto da bivacco sempre aperto con stufa, fornello, tavolo, sedie, poltrone e soppalco dove poter dormire (le foto nella Home page del sito alla riga “Gallery 2007 del gruppo Cristalli”). Si prosegue lungo la valle che inerpica sempre più fino a Forcella Folga. Alcuni di noi si fermano a riposare ed ammirare il bel paesaggio verso le Pale di S.Martino, altri proseguono la salita lungo l’erto crinale che, con altri 300 metri, porta alla cima omonima. La discesa, complessivamente accettabile, alterna tratti di neve dura, in alto e nel tratto intermedio, farinosa nel sottobosco, con qualche breve tratto di crostosa dove più soleggiato. La giornata bella e radiosa, ci permette un piacevole dopo-gita.

Non continuando le precipitazioni, ci vediamo costretti ai versanti nord e possibilmente in quota per trovare la materia prima. Si va al Carlomagno, inteso come Passo, e affrontiamo il pendio che adduce al Grostè. Siamo nelle Dolomiti di Brenta, quelle viste in precedenza dal Don Zio e, con bella giornata di sole, risaliamo le vallette nascoste alla massa dei pistaioli che scivolano poco lontano. Nei pressi del Rifugio Graffer siamo costretti, volenti o nolenti, ad attraversare le piste se vogliamo proseguire per la nostra meta. Ma non ci preoccupiamo del fatto e risoluti avanziamo. Eccoci al Passo del Grostè, ci rivolgiamo a Cima Roma, nostra meta; ci destreggiamo tra i massi che delimitano la neve, fino a che non diventano preponderanti, anche qui la scarsità di precipitazioni si fa sentire, e ci obbligano a desistere dai nostri bellici intendimenti e ripiegare a valle. Nulla da dire sulla discesa che si è svolta lungo le piste battute fino ai mezzi.

Qualche sporadica nevicata ci aiuta a sperare in un futuro più bianco, sempre a nord, però, e così si ritorna in Lagorai per effettuare un itinerario da tempo tralasciato: la discesa di Val Ceremana. Bisogna innanzitutto salire. Dal parcheggio alcuni tornanti sotto il Passo Rolle, oggi affollatissimo vedi difficoltà reperimento itinerari innevati, ci destreggiamo tra i vari sci-alpinisti che intasano il percorso comune a Forcella Colbricon. Alcuni li abbiamo abbandonati in precedenza perché salivano verso il Piccolo, altri li lasciamo qui chè salgono il Grande, noi si prosegue su e giù per le chine, ferratina compresa, fino a Forcella Ceremana. Dopo breve sosta per riposare le stanche membra, togli le pelli, indossa la giacca, metti i guanti pesanti e all’attacco della discesa. Si rivela sempre bella ed entusiasmante con buona neve compatta fino al Lago di Paneveggio. Fine del bianco ed inizio del grigio-marrone della sterrata da “ciuciarse” tutta sci in spalla. Il bello è che si fa merenda sui prati aridi e secchi al cospetto dell’entrata del Parco, daini compresi, e del Cimon sullo sfondo: troppo bello!!

Ancora in autunno avevamo programmato una due giorni in Val Rio Bianco, laterale di Val di Tures, laterale di Val Pusteria, laterale di Val Isarco confluente in Valsugana. A parte le valli, si spera di trovar la neve. Telefono casa!! La neve c’è sui versanti settentrionali, i meridionali sono pelati. No problem (non le catene), noi quelli cerchiamo; e allora si va. La neve comincia proprio fuori dal Maso dove si dorme, prima il nulla. Grappino di benvenuto e breve uscita di acclimatamento pomeridiano che così ci vien fame. Abbiamo prenotato in Malga, 300 metri di dislivello da fare a piedi o con gli sci a scelta e di notte. Poi a scendere si vedrà. Saliamo portandoci dietro un ricambio che di sicuro si arriva sudati e non è il caso di prendersi un malanno. La Malga è veramente carina e si mangia molto bene e si beve anche meglio. Dobbiamo quindi scendere. Ecco pronte le slitte, messe a disposizione dai gestori per scivolare a valle, domani le recuperano loro con la motoslitta e nuovamente su per la prossima notte. Pila frontale accesa, chiusi tutti i boccaporti della giacca, berretto e guanti calzati e giù a capofitto per la stradina che sembra proprio una pista da slittino. Difficile da raccontare il divertimento nel superare gli altri concorrenti, sempre attenti a non fuoriuscire al prossimo tornante e giungere sani e salvi in valle. Ci attendono altre peripezie in birrerie e festicciole paesane e dopo aver schivato l’etilometro, pensiamo bene di andare a nanna che domani ci aspetta il M. Corno ( uno dei tanti ). L’aria frizzante del primo mattino subito ci ristora e scompaiono tutti i fumi della serata trascorsa. Risaliamo il pendio che porta alla Malga già nota, la superiamo, ne incontriamo altre più avanti, anch’esse cariche di slitte, il che ci fa pensare che il nostro non era un caso isolato. Proseguiamo tra boschi di conifere, valloncelli, chine e declivi fino alla panoramica meta. Il manto nevoso ci permette di effettuare una discesa nel complesso piacevole e piuttosto avventurosa nella parte finale attraverso il bosco, dove seguiamo il tragitto estivo, non sempre consono alla pratica dello sci; raggiungiamo comunque indenni, ruzzoloni a parte, il Maso per il commiato dai gentili ospiti e il rientro.

Quest’anno il tempo non accenna a migliorare, le precipitazioni sono sempre piuttosto scarse, costringendoci al triplo salto mortale con avvitamento carpiato all’indietro per trovare itinerari percorribili e nello stesso tempo avvincenti e sconosciuti ai più.

Val Sarrentino, è un po’ che non ci si mette piede, questi ultimi anni c’è stata magra di neve da queste parti; caso strano, in questo periodo, risulta più abbondante che altrove. Si da il caso che parcheggiamo l’auto presso una piccola contrada proprio perché non si può più proseguire causa neve. Giocoforza calziamo scarponi e sci e via per la stradina prima, la carrareccia poi, il sentiero quindi ed i pascoli infine che raggiungiamo il bel crinale caratteristico di Punta Sciabola ( pensate un po’ voi il motivo del nome ). Il cielo è nuvoloso e ciò comporta un appesantimento del manto nevoso, che nella parte centrale della discesa diventa vischioso, che ti attanaglia lo sci e devi stare attento a non giocarti un ginocchio se non la gamba addirittura. La battaglia è dura, ma risultiamo vincitori; più in basso la situazione migliora e giungiamo felicemente ai mezzi.

Un paio di settimane dopo siamo ancora in Lagorai, ed ancora sui versanti a nord, in Val Sadole per affrontare la Via dei Tedeschi al Monte Cauriol. Anche qui siamo costretti a fermare le auto causa neve ( fortunatamente sui versanti settentrionali si mantiene, a sud, per l’irraggiamento solare, prevale l’erba secca ); avviciniamo la Malga e proseguiamo per la forestale poi sentiero per F.lla Sadole . Prima di iniziare la salita alla medesima, svoltiamo a sinistra a risalire i pendii che avvicinano il Passo del Cardinal. In vista dello stesso, svoltiamo a destra a risalire il Canalone della Via dei Tedeschi, spesso invaso dalle valanghe, ma non è il caso di quest’anno, e calchiamo la Forcella omonima. I più si soffermano a rimirare il paesaggio e a riposarsi dalle fatiche della salita, i meno, non ancora paghi, risalgono a piedi la crestina rocciosa che porta alla fatiscente e lignea croce di vetta. Panorama stupendo. Nuovamente in Forcella, dopo aver tolto le pelli di foca, calziamo gli sci e ci prepariamo alla discesa. Non delle più agevoli, ma anzi, a causa della pesantezza della neve resa quasi collosa dai raggi di sole, sicchè si tribola parecchio a raggiungere il fondovalle, dove migliora raggiungendo i mezzi agiatamente.

Da questo momento in poi le temperature vanno ad aumentare sempre più , cosi da vanificare ogni velleità sciistica, salvo il sobbarcarsi di ore e ore di viaggio alla strenua ricerca del bianco. Preferiamo puntare sul nuovo anno affinché apporti maggiori quantitativi di materia prima.

ECCO…

Ed è proprio con questo miraggio davanti agli occhi che ci siamo ritrovati a stilare il calendario sci-alpinistico per il prossimo anno. Ormai è consuetudine fissar le date e ricercar itinerari da abbinare alle stesse a seconda delle situazioni meteo. Quindi diamo di seguito i numeri e poi i luoghi, vedremo a tempo debito come accoppiarli.

I Numeri:

13 e 27 gennaio, 10 e 24 febbraio, 9 e 23 marzo, 6 e 20 aprile.

A queste si potrà aggiungere, a seconda della situazione nivologica, il ponte del 25 aprile o quello più lungo del 1 maggio.

I Luoghi:

M. Croce e Ziolera nel Lagorai, M. Serva prealpi bellunesi, Cornor in Alpago, Pisganino in Adamello, Similaun nelle Breonie, traversata delle Cirelle nei Monzoni, Forcella delle Sasse in Civetta-Moiazza, Lastoi di Formin, Picco di Vallando, Passo del Cristallo nel Cortinese e per finire Mont Blanc de Tacul nel gruppo del Bianco.

Mete sempre interessanti e ricche di fascino, soprattutto nel periodo a noi più consono, l’inverno. Con questo chiudo augurando a tutti buoni “Cristalli” di neve.

 

Per il gruppo Cristalli

Michele Torresan

 

SCUOLA DI SCI-ALPINISMO DI MAROSTICA E THIENE

31° Corso di avviamento allo Sci-alpinismo – SA1

Obiettivo del corso: fornire agli allievi gli insegnamenti per muoversi su terreno facile.

Contenuti: tecniche salita-disdcesa; nozioni base su neve e valanghe; lettura bollettino nivo-meteorologico; elementi di topografia e orientamento; nozioni di primo soccorso, anche mediante A.R.V.A. e sondaggio.

Lezioni teoriche: si terranno presso la Scuola Media “N. Dalle Laste” – Via Dalle Laste – Marostica, o presso la sede C.A.I. di Marostica – Corso Mazzini, 10, con inizio alle ore 20.45, a partire dal 11.01.08 – 8 lezioni fino al 23.03.08.

Lezioni in ambiente: Lagorai, gruppo Stivo-Bondone, Dolomiti, gruppo Sarentino, Pale S. Martino, gruppo Fanes-Lavarella – a partire dal 20.01.08 – 7 uscite fino al 29.03.08.

33° Corso avanzato Sci-alpinismo - SA2

Obiettivo del Corso: fornire all’allievo gli insegnamenti per organizzare e condurre

autonomamente gite di media difficoltà; partecipare a gite su ghiacciaio guidati da

sci-alpinisti esperti.

Contenuti: approfondimento dei temi indicati per il Corso SA1 con aggiunta di nozioni più specifiche come: valutazione della stabilità del manto nevoso; organizzazione di una ricerca con A.R.V.A. e autosoccorso; procedimento in cordata su ghiacciaio e terreno difficile; tecniche di progressione e assicurazione su roccia, ghiacciaio e tecniche di bivacco.

Lezioni teoriche: sede e orario come indicato per Corso SA1 - 9 lezioni dal 11.01.08 al 10.04.08.

Lezioni in ambiente: località indicate per il Corso SA1 con aggiunta della Wildspitze – complessivamente 7 uscite – dal 03.02.08 al 13.04.08.

26° corso di perfezionamento – SA3

Riservato a coloro che hanno frequentato con profitto i Corsi SA1 e SA2.

Si propone di approfondire in modo completo le conoscenze tecniche e di acquisire la massima sicurezza nelle escursioni sci-alpinistiche.

Lezioni teoriche: sede e orari come indicato per il Corso SA2 – 9 lezioni dal 11.01.08 al 10.04.08.

Lezioni in ambiente: località indicate per il Corso SA2, con aggiunta del gruppo del Vallese, gruppo Ortles-Cevedale, gruppo Moiazza; complessivamente 9 uscite dal 09.02.08 al 22.06.08.

 

Invito alla sicurezza

A quanti frequentano la montagna invernale al di fuori delle piste battute

(snowborders, escursionisti con racchette e ciaspe) e vogliono conoscere i pericoli connessi a tali pratiche nonché i mezzi per affrontarli in sicurezza, viene offerta lapossibilità di partecipare alle lezioni teoriche del corso SA1 – al costo di € 10,00 per tutte le lezioni.

 

Gruppo ciaspe

Come di consuetudine con l’arrivo della stagione invernale, informiamo sulle date delle uscite con le ciaspe, proposte dalla nostra Sezione per il 2008.

6 e 20 gennaio – 3, 16 e 17 febbraio – chiusura il 2 marzo.

Per ridurre il rischio di incidenti nelle uscite, si raccomanda ai partecipanti di munirsi di tutta l’attrezzatura necessaria e di provvedere ad un buon allenamento personale.

Ritrovo e partenza alle ore 7,30 – Via N. Dalle Laste –Marostica

 

NEWS

► La palestra di arrampicata sportiva di Nove (c/o Istituto d’Arte) è aperta il lunedì e il mercoledì dalle ore 20.30 alle 22.00 – per i soci CAI ci saranno delle agevolazioni riguardo al prezzo.

► La nostra Sezione ha organizzato un “trekking” dal 17 al 24 maggio 2008 nella costiera amalfitana: sono aperte le iscrizioni.

Il programma dettagliato è disponibile in sede. Chi fosse interessato può mettersi in contatto con il capogita Miccoli Carla – tel. 0424 471167, 3494102126 – e-mail miccolicarla@libero.it.

 

A tutti i soci e familiari

un caloroso augurio di

Buone feste

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Autorizzazione del Tribunale di Bassano del Grappa del 10.07.1974 n. 3/74 del registro

Direttore responsabile: Sandro Vido – Direttore: Antonio Gusi – Edito da C.A.I. Sez di Marostica

Tel. e fax 0424/470952 – E-mail caimarostica@tiscali.it – sito www.caimarostica.it

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